La differenza cristiana (e il suo parlare alle solitudini)
Ho letto il libro di Enzo Bianchi e mi sembra evidenzi la differenza cristiana nel mondo soprattutto come un diverso modo di rapportarsi all’altro, un diverso modo di stare con gli altri, non centrato sul proprio io, sull’affermazione di se’, ma basato sul rispetto e la attenzione, la ricerca dell’altro, un modo non competitivo e giudicante e difensivo ma solidale con gli altri…qualcosa che gia’ per questo, anche rispetto alla nostra ‘civilta’’ e’ di profondo cambiamento ed e’ questa la sua attrazione.
Si tratta della differenza di chi non teme di vedere e riconoscere la propria debolezza e fallibilita’, di chi non ha paura di smarrire ma spera semmai di rafforzare, di definire nell’incontro con l’altro la propria identita’, anzi sa che puo’ avere risposte solo se ascolta e se invece di affermarsi si mette in discussione..si tratta di qualcosa che veramente e’ diverso dal chiassoso protagonismo, dall’aggressivo egoismo, dall’ossessione dell’affermazione di se’, della efficienza della prestazione, della specializzazione, dalla presunzione, dal volersi impadronire, dal voler controllare, dominare, dal culto dell’apparenza,della competizione, dalla discriminazione tra ‘vincenti’ e ‘perdenti’…mi colpiva la portata di questa differenza, la sua capacita’ di ‘parlare alla solitudine’ di gente che vive in un mondo ormai alienato, la forza della sua contraddizione col mondo in cui viviamo, con la nostra attuale 'civilta'..
Ma ora, alla luce delle polemiche e violenze nate dallo stravolgimento del discorso del Papa, (quasi da una strumentale e irrazionale lettura 'al rovescio' del suo discorso che proprio per questo mi fa pensare che quel discorso abbia appunto messo il dito sulla piaga del mondo contemporaneo), mi chiedo come mai invece i credenti nell’islam non insorgano contro chi veramente profana la loro fede strumentalizzandola ed usandola per incitare all’odio e alla violenza? Quale immagine permettono venga data nel mondo della loro fede in un unico Dio? E perche' non dicono piuttosto qual’e’ la ‘loro’ differenza? E che forza di attrazione puo’ invece avere qualcosa che si mostra continuamente tentata dalle armi e dalla guerra? Quale forza dimostra, moralmente, umanamente, rispetto al mondo? Quale rapporto con gli altri e quale egemonia pensa di poter stabilire? Vorrei saperne di piu', ma intanto attaccare le ragioni di una fede -quella cristiana-che nasce dall’amore per l’altro e non dalla contrapposizione, ed attaccarla ricorrendo alla violenza mi sembra una fatale debolezza, quell'atteggiamento perdente che, per quanto male possa fare, tuttavia non dice certo l’ultima parola.

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