la comunione possibile in un mondo 'senza confini'
Penso che la lode sia un mezzo potente affinche’ ‘tutti siano uno’, perche’ la lode uscendo da se’ stessi puo’ liberarsi dalle limitazioni umane e percio’ va al di la’ di tutti i muri e le barriere, permettendo forse anche quella ‘comunione senza confini’ di cui parlava don Andrea Santoro…questo va sperimentato, bisogna ‘andare a vederlo’, e’ difficile da dire, tuttavia mi e’ capitato di leggerne un riferimento perfino in un articolo da 'l’espresso', che per curiosita' riporto in sintesi. Mi era sembrato interessante che perfino dalla cronaca -non so se corretta- di un osservatore ‘estraneo’ balzi in evidenza questa potenzialita’..ecco alcuni punti dell’articolo
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Benedetto XVI ha chiamato a dirigere la congregazione vaticana per il clero un personaggio di prima grandezza nella Chiesa mondiale: il cardinale Cláudio Hummes, arcivescovo di San Paolo del Brasile
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E al cardinale brasiliano Hummes il papa chiede di prendere il comando, da Roma, di una rinascita cattolica nelle immense regioni del mondo dove soffia più impetuoso il “Fire from Haeven”, il fuoco dal cielo.
“Fire from Haeven” è il titolo di un celebre saggio del 1995 del teologo protestante americano Harvey Cox, che descrive la formidabile crescita, nell’ultimo secolo, del cristianesimo pentecostale e carismatico.
Un altro libro importante per capire il fenomeno è del 2002: “The Next Christendom. The Coming of Global Christianity” – in italiano “La Terza Chiesa. Il cristianesimo nel XXI secolo”, Fazi editore. L’autore, Philip Jenkins, è storico delle religioni, professore alla Pennsylvania State University.
Il cristianesimo pentecostale e carismatico, nato ai primi del Novecento e cresciuto a successive ondate, comprende oggi quasi un quarto dei 2 miliardi di cristiani di tutto il mondo.
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Una parte cospicua di esso ha dato vita a nuove Chiese indipendenti, ma un’altra parte è rimasta interna alle Chiese storiche, compresa la cattolica.
Per “pentecostali” si intendono gli aderenti a nuove Chiese mentre per “carismatici” si intendono coloro che sono rimasti all’interno delle Chiese storiche, la cattolica e le protestanti. Col termine “rinnovamento” si intendono sia gli uni che gli altri.
I tratti dominanti di questo nuovo cristianesimo sono profonda fede personale, moralità esigente, vincolo comunitario, forte spirito di missione, profezia, guarigioni, visioni.
Il Brasile è un paese dove l’avvento di questo nuovo cristianesimo è particolarmente visibile.
In anni recenti ne è un esempio proprio l’evoluzione personale di Hummes, appartenente all’ordine francescano dei frati minori, ma poi avvicinatosi al movimento carismatico.
Tuttavia, la percezione che l’avanzata di pentecostali e carismatici sia la novità più macroscopica nel cristianesimo dell’ultimo secolo è ancora lontana dall’essere condivisa...
Contro questa cecità si è scagliato di recente anche un esponente autorevole del progressismo cristiano in Italia, il pastore protestante valdese Giorgio Bouchard, in due libri dedicati al risveglio pentecostale ed “evangelical”.
Ha scritto Bouchard: “I pentecostali e gli ‘evangelical’ sono in assoluto il movimento religioso che si diffonde più rapidamente in tutto il mondo: più delle Chiese storiche protestanti e cattoliche, più dei musulmani che pure si trovano in una fase di vigorosa espansione. [...] In un’epoca infestata dal peggior relativismo morale e da un materialismo soffocante, i pentecostali rappresentano una nuova e legittima interpretazione della ‘pietas’ cristiana, fondata su una grande certezza: la presenza dello Spirito, la tanto trascurata terza persona della Trinità”.
Insomma, il fenomeno carismatico non è per niente slegato da una più generale ripresa d’importanza del fattore religioso nella società mondiale.
Nell’Europa secolarizzata l’Italia è un test importante di questa ripresa.
A differenza della Francia e della Spagna, in Italia, negli ultimi vent’anni, i credenti praticanti sono cresciuti fino a circa il 40 per centoe tale ripresa comprende i giovani, mentre
i “non credenti” si sono ridotti in Italia della metà (Loredana Sciolla, “La sfida dei valori”, edito nel 2004 dal Mulino. A giudizio della studiosa, la diversità dell’Italia è legata a una forte presenza in essa della Chiesa cattolica.)
Quella Chiesa “di popolo” su cui Benedetto XVI – nel discorso pronunciato a Verona lo scorso 19 ottobre – ha scommesso perché renda “un grande servizio non solo all’Italia, ma anche all’Europa e al mondo”.